Diario di viaggio - BALI part. II

🤦‍♀️ Io non lo sapevo. E voi?❗️


O’ cafe’


Ciao a tutte. Questa ve la devo proprio raccontare.

Sempre alla ricerca di me stessa e sempre andando in cerca di cose che riguardano tessuti, vestiti e accessori, questa volta, da brava e ottima bevitrice, sono stata attratta da una piantagione di caffè.

Oltre all’arabico, al robusta e al ginseng, ho scoperto che ne esiste un altro davvero imbarazzante. Ebbene sì.

Il LUWAK CAFFÈ.

Il nome rappresenta l’animaluccio in figura 1 (che assomiglia a un procione incrociato con panzi bonzi mia).

Fino qua andrebbe tutto bene se non per il procedimento che sinteticamente vi elenco di seguito:

Il LUWAK è ghiotto di bacche rosse (in foto ci sono quelle verdi. Le rosse sono poche e già sono state mangiate).

Il LUWAK mangia bacche e SOLO quelle rosse, le digerisce e le espelle come tutti gli esseri viventi fanno giornalmente (chi più chi meno ma certo è che le purghe a loro non gliele fanno).

Una volta espulse, la terza foto rende bene l’idea ...potrebbero sembrare degli snack e vi garantisco che non lo sono, vengono pulite intensamente per 5 volte. Separate, spellate, tostate e infine macinate fino a diventare o’ cafe’.

Questo tipo di caffè in America addirittura viene venduto per 60USD a tazza. Ebbene sì SESSANTA DOLLARI per una tazza di caffè. (Io avrei sicuramente smesso di berlo).

In teoria dai diamanti non esce niente, dal letame il caffè.

In pratica è che uno dei caffè più pregiati viene dal culo del LUWAK.

Lo avete assaggiato? Avreste il coraggio di farlo?

Io l’ho fatto e devo dire che le “bacche rosse” sono veramente buone.


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