L'Urlo di Castellabate

Un Borgo Fuoriluogo.


E vi prego di non attribuire la parola "Fuoriluogo" a qualcosa di negativo.

Fuoriluogo vuol dire anche che esula dalla grande "massa".

E Castellabate lo è.

E' il luogo dell'incanto.

Il suo centro storico è stato riconosciuto Patrimonio dell’Umanità Unesco nell’ambito del programma Man and Biosphere, che evidenzia il profondo valore del “Paesaggio culturale” ricco di memorie e di beni artistici e naturali.

Castellabate è una zona abitata fin dall'epoca preistorica.

La storia di questo territorio è legata indissolubilmente alla figura di San Costabile Gentilcore, quarto abate della Badia di Cava.

Il governo abbaziale fu breve per Costabile che non poté fare molte cose. Ma con l'autorizzazione del duca Guglielmo, il 10 ottobre 1123 diede inizio nel Cilento alla costruzione del castello dell'Angelo detto Castrum Abatis poi Castellabate, per la difesa delle popolazioni locali dalle incursioni dei saraceni africani che, nel 1113, avevano devastato e depredato il territorio cilentano.

Al Santo sono stati attribuiti diversi miracoli e leggende, legate ai periodi di difficoltà storici del borgo: le epidemie di peste e colera, gli assalti saraceni e il secondo conflitto mondiale. La leggenda più tramandata è quella delle capre, che narra di cinque navi pirate che nel 1623 erano pronte ad assalire Castellabate. I suoi abitanti, impauriti, lasciarono di fretta le proprie abitazioni per rifugiarsi nel castello in cima al colle. La sera, quando la speranza di salvezza per gli assediati stava venendo meno, si videro circa settecento capre con delle fiaccole legate alle corna, guidate da San Costabile, che si dirigevano verso il litorale dove i Turchi si apprestavano a dare l'assalto. Questi pensando che si trattasse di un considerevole numero di Castellabatesi pronti a difendere l'abitato, abbandonarono l'intento di assalire il borgo e tolsero le ancore.

Il Castello ospita tutt'oggi mostre di artisti rilevanti ed è luogo per premiazioni importanti come il "Premio Pio Alferano".

Ai piedi del Castello, ai margini del borgo antico, a dominare per largo giro di orizzonte il mare, sorge la Basilica Romana. Successivamente elevata a Basilica Pontificia Minore.

Santa Maria de Gulia. Così nominata perché il colle sul quale essa sorge sembra un'aquila posante con l'austero rostro rivolto verso destra.

La Basilica oggi Duomo di Castellabate.

Nel 1811, Castellabate trova il suo primo estimatore. Re Gioacchino Murat che dal Belvedere di San Costabile, al cospetto di tanta bellezza e salubrità pronunciò la frase:

"Eppur qui si muore".

Fù cambiata da Monsignor Farina, insieme al fotografo Francesco Lembo (un secolo di fotografia ndr) in "Qui non si muore", ovvero in un linguaggio di facile interpretazione per la popolazione.

QUANTI DI VOI LO SAPEVANO???

Le due lapidi furono installate una, all'inizio del sentiero del Belvedere e l'altra, sotto il balcone di Palazzo Perrotti dove il Re soggiornò la notte dell'11 e del 12 novembre 1811.

Se siete stati tanto attenti al film in realtà nelle riprese, la scritta "Qui non si muore" viene, grazie all'aiuto di un ramo, mascherata in "Qui si muore".

Il Museo di Arte Sacra di Castellabate (eh si perché abbiamo anche quello!), nasce proprio per volontà del Monsignor Alfonso Maria Farina che lo fece costruire con l'obiettivo di far conoscere e amare la storia, la cultura e la fede di questa terra. Fu lui stesso a raccogliere, custodire e far restaurare le tante opere esposte nel Museo, che vanta tele, statue, arredi e parametri sacri.

QUANTI DI VOI LO HANNO VISTO?

Castellabate è area marina protetta.

Ventidue anni di bandiera blu.

LO SAPEVATE CHE:
Elena Vilkov ha donato un dipinto sulla leggenda di San Costabile. 
Oltre all'evento narrato, mette in risalto l'antico castello a cui è l'Abate che sovrasta sul Belvedere ed esalta il suo equilibrio vitale tra persone, animali e vegetazione. Nelle mani del Santo è evidenziato il Giglio di mare, fiore che cresce tra la sabbia, ora protetto, che il Santo raccoglieva per donarli alla Madonna. 
Credo proprio di no. Perché siamo un po' tutti fossilizzati dal fenomeno Bisio - Siani.  

Castellabate ha un trascorso storico/culturale da fare invidia a tanti altri borghi. Non a caso rientra nei primi posti dei 100 borghi più belli di Italia.

Vivendo la piazza da 6 anni, posso assicurarvi che centinaia di migliaia di turisti ogni giorno vengono a chiedere se la Piazza X ottobre 1123 è la famosa piazzetta dove hanno girato il film Benvenuti al Sud.

Ma qualcuno che ci chiede se c'è altro da visitare? Ben pochi, stupiti dal fatto che Castellabate è anche cultura.

Per scostarci dal fenomeno di massa di "Benvenuti al Sud", pellicola esilarante e alla quale dobbiamo sicuramente la notorietà di oggi, cerchiamo di riconoscere Castellabate sopratutto per la sua storia culturale, artistica, paesaggistica e morale.


Il caffè e il limoncello vi sarà comunque offerto. 

Ah dimenticavo, San Costabile è amante dei forestieri. Io lo sono. L'amore è reciproco.







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